mercoledì 7 marzo 2007

Lulù

Era l'estate 2001. Mio figlio quel giorno aveva trovato un gattino piccolissimo e magro ma di una tenerezza infinita. Tigrato nero e grigio, stava sul palmo della mano e miagolava impaurito. Lo coccolai e gli diedi un pò di latte che leccò avidamente. Era estate, dicevo, fine giugno... Quei mesi, per me, erano i peggiori, e non per il tempo, io adoro il caldo e il sole, ma per il rapporto che si creava con mio marito. Il suo lavoro in quel periodo raggiungeva un picco, quindi molto stress e molto nervosismo. Purtroppo me lo sentivo addosso e mi vedevo costretta, ogni giorno, a tenere tutto sotto controllo, a fare in modo che tutto andasse bene, che i miei figli stessero tranquilli per evitare che ci fossero ulteriori motivi per farlo innervosire. Quando lui entrava in casa per il pranzo, a me venivano i crampi allo stomaco e incominciava il mio controllo su tutta la situazione ma a volte non ce la facevo a tenere tutto calmo e capitava che mio figlio, allora di 7 anni, lasciasse cadere la forchetta perchè non gli piaceva la pasta asciutta e tutto precipitava. Io smettevo di mangiare, se mai fossi riuscita a mangiare, e cercavo di aggiustare le cose con una calma che non avevo e che simulavo male. Male allo stomaco e tanta voglia di vomitare. Quell'estate, il gattino mi stava rallegrando. Mi presi cura di lui. Gli insegnai ad usare la lettiera e lui fu veloce ad imparare. Spesso non lo vedevo più per casa ed allora andavo a cercarlo e puntualmente lo trovavo nascosto dietro la cucina. Avevo bisogno di un pò di serenità ma non ne avevo. Allora facevo finta che tutto andasse bene e finivo per crederci davvero, almeno non mi arrabbiavo troppo ma il mal di stomaco era sempre presente. Una sera rientrai in casa dopo aver partecipato ad una riunione di una associazione di volontariato. Ovviamente mio marito era arrabbiato perchè ero andata, non gli andavano a genio queste riunioni, diceva che mi facevano trascurare la famiglia. Come sempre lui andò a dormire ed io rimasi con il solito nodo alla gola, nodo che mi veniva dopo ogni discussione di questo tipo e che non volevo si sciogliesse perchè farlo significava ammettere con me stessa che la mia vita era un disastro e ne sarei uscita distrutta. Mia figlia era li, si era appena alzata dal computer e io mi sedetti al posto suo. Entrai in internet e dalla pagina iniziale cliccai nei vari link che trovavo. Stavo facendo tutto in modo automatico, senza uno scopo precino, non cercavo niente. Trovai il link della chat e l'aprii. Mi chiesero un nick e ne misi uno provvisorio, il primo che mi venne in mente: Lulù. Poi aprii altre pagine. C'erano una miriade di "stanze" ne scelsi una a caso: "l'isola che non c'è" Non ero mai stata in una chat non sapevo come fare per entrare nel discorso. Andavano tutti molto velocemente e non riuscivo a seguire il filo. Di fianco c'era una lista utenti, cliccai su un nome a caso e scrissi: "Ciao". Lui rispose e iniziammo un dialogo. Non ricordo bene di cosa parlammo quella prima sera, sicuramente fu solo un primo approccio di conoscenza, forse io parlai di me e della situazione che avevo in casa. Quella sera andai a letto tardi. Questa cosa mi tenne compagnia per tutto il giorno seguente e la sera, appena finite le faccende di casa, mi rimisi di nuovo al pc e, entrata in chat, cercai quel nick. Lo trovai e di nuovo parlammo e parlammo. Nelle sere seguenti raccontai a quello sconosciuto cose che, fino ad allora, avevo confidato a pochissime persone. Lui mi capiva e mi confortava. Ben presto i nostri discorsi deviarono in altre direzioni ed io mi sentii “diversa”. Mio marito continuava a dirmi che ero frigida ed io gli credevo perché non avevo quasi mai voglia di fare sesso ma le sensazioni che mi procuravano le parole di quel tipo mi fecero pensare il contrario. Lui mi eccitava come non mi era mai successo. Una sera lui mi chiese di vederci. Io rifiutai subito ma le sere seguenti lui insistette ancora, finchè accettai. Nel frattempo mi aveva mandato una sua foto e lo trovai un bel tipo. Lui invece non mi aveva mai vista. Decisi io il posto dove incontrarci, volevo un posto dove mi sentissi di casa. Nei giorni seguenti, prima dell’incontro, fui assalita dalla paura e fui tentata molte volte di lasciar perdere tutto. Ma il desiderio di conoscere quel tipo era molto forte. Ogni tanto mi veniva il pensiero che, forse, per la prima volta avrei tradito mio marito ma non me ne importava nulla. La paura mi spinse, comunque a prendere delle precauzioni e raccontai tutto ad una mia amica dicendole anche dove sarei andata. In quel modo mi sentii più tranquilla. Il giorno dell’incontro mi preparai con cura poi feci in modo di arrivare per prima all’appuntamento così da poterlo vedere di nascosto… Lui mi accolse con un sorriso ed anch’io gli sorrisi. Bevemmo qualcosa in un bar e mentre parlavamo seduti uno di fronte all’altro io già sapevo che ci avrei fatto sesso, forse per verificare che le emozioni che mi procuravano le sue parole erano vere, forse per farla pagare a mio marito che mi accusava di essere frigida… ma non avevo dubbi, quel giorno stesso ci avrei fatto sesso. Così quando mi portò nella sua camera di hotel non mi opposi… Fu incredibile, travolgente, mi ritrovai a fare cose mai fatte e mai pensato di fare. Mi scoprii una carica erotica mai avuta, una rivelazione. Io frigida? Ma non fatemi ridere! Ci siamo visti altre volte ed ogni volta ne uscivo meravigliata di me stessa... poi è finita, il perché non ha importanza ma tutto questo ha cambiato la mia vita e me stessa Ora non sto più con mio marito, ho preso un'altra strada... Quella sera d’estate, al pc avevo preso atto di quanto fosse vuota la mia vita. Cercare emozioni in uno sconosciuto era stata una richiesta di aiuto inconscia perchè stavo morendo poco a poco. Non ho più rivisto quell’uomo e non so se ripeterei un’esperienza simile ma lui è arrivato nella mia vita nel momento giusto, è stato quello che mi ha dato la spinta decisiva per dare una svolta alla mia vita. Ora "Lulù" non c'è più.

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